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Monthly Archives:giugno 2018

MARTINELLI: HO VISSUTO MOMENTI INDESCRIVIBILI

Il 20enne estremo difensore parte dalla festa promozione per ripercorrere un’annata da ricordare: “Sono molto grato alla società che continua a credere in me, se sono cresciuto tanto lo devo soprattutto ai miei compagni”

”Le emozioni che ho provato nella festa promozione sono indescrivibili, ho iniziato praticamente ora a cimentarmi in un campionato nazionale e sinceramente non mi aspettavo di conquistare un traguardo simile”. Parole ancora cariche di adrenalina, quelle di Simone Martinelli, 20enne estremo difensore della Mirafin. ”Non posso non ringraziare la società che mi ha dato l’opportunità di allenarmi con giocatori di altissimo livello”.

E dire che nel corso della stagione si era fatta insistente l’ipotesi prestito… ”Sono grato alla Mirafin che ha sempre creduto in me, e ringrazio anche i tifosi: questa è una bellissima piazza, che ti trasmette molto calore quando giochi. Sono molto contento di aver disputato un buon campionato in Under 19 – continua Martinelli – e soprattutto secondo me sono cresciuto molto allenamento dopo allenamento. In tutto questo grazie anche a tutti i miei compagni di squadra che mi hanno sempre aiutato, anche con qualche rimprovero”.

FONTE CALCIO A 5 ANTEPRIMA

EMER RINNOVA CON I ROSSOBLU

L’italobrasiliano fissa l’obiettivo in vista della prossima stagione: “Abbiamo conquistato questo risultato e ora dobbiamo tenercelo stretto. Questa società è fantastica, c’è l’ambiente ideale per lavorare al meglio”

Djelveh è già stato confermato dalla società, Emer sarà il prossimo. L’italobrasiliano sarà una delle colonne della Mirafin anche in Serie A2: ”Le difficoltà dell’ultima stagione ci hanno unito ancora di più e hanno cementato l’unione tra giocatori, staff e dirigenti – dichiara il classe ’87 ex Isola –  io mi sono trovato benissimo, qui c’è l’ambiente perfetto per lavorare con grande serenità”.

E adesso si alza l’asticella. ”L’anno scorso c’era già l’idea di arrivare, adesso che ci siamo è nostro dovere rimanerci. Con i piedi per terra, ma sempre consapevoli del nostro valore. Per me è anche importante tornare a certi livelli”.

Emer continuerà anche ad allenare le giovanili. ”Una bellissima esperienza, che non vedo l’ora di riprendere. Ai ragazzi che mi chiedono come si fa a diventare come te rispondo che i fenomeni sono altri, ma che io posso allenarli per dare il massimo: solo così arrivano i risultati”.

Dopo i 17 gol della prima stagione alla Mirafin, c’è la voglia di fare ancora meglio. ”Spero di arrivare almeno a quota 20 – conclude – ma l’importante è che la squadra vada bene, io in fondo sono sempre quello che ’porta l’acqua’”.

Doveroso, infine, un ringraziamento alla società: ”Li ringrazio per essermi stati accanto in un momento particolare, non lo dimentico”.

ECCO LA CONFERMA: MAURIZIO BIANCHI NUOVO D.S.

Vincenzo, a cui vanno i nostri migliori auguri era impegnato nei festeggiamenti, Orlando, fedele al naming
della sua ‘testata’, va in anteprima sulla notizia e sul web inizia a circolare voce di un fidanzamento tra
Maurizio Bianchi e la Mirafin, un fidanzamento che aspettava solo la conferma ufficiale per diventare
matrimonio.
Allora Maurizio, il matrimonio ‘s’ha da fare’:
Certamente, sono giorni che parliamo, volevamo essere certi che fossimo in perfetta sintonia, che avessimo
la stessa filosofia di vita, gli stessi principi etici su cui basare quello che comunque deve rimanere un sano
divertimento. La Mirafin deve difendere 20 anni di storia che non ha macchie, ma vorrei ricordare che nel
mio ruolo si deve spendere la propria ‘faccia’, spesso anche con ragazzi che non sono solo giocatori ma
anche amici.
Il perché di una scelta:
Negli ultimi anni ho avuta la fortuna di collaborare con società importanti quali il Gymnastic Fondi ed il
Latina, ero alla ricerca di una società parimenti importante e la Mirafin risponde senza ombra di dubbio a
questo profilo. E’ leader da circa 20 anni nel territorio pometino, da tre anni frequenta palcoscenici
nazionali e da quest’anno ci confronteremo in A2, categoria che è la corretta dimensione di questa società,
raggiunta attraverso i risultati sul campo e non con scorciatoie che il presidente Mirra non avrebbe gradito.
Maurizio, il tuo arrivo può far pensare ad un mercato effervescente?:
Con la famiglia Mirra siamo assolutamente allineati, passo secondo la gamba, quando inizierò a chiamare i
ragazzi non faranno salti di gioia per le offerte che proporrò, ma potranno essere certi di quello che
troveranno. Tra l’altro, quest’anno potenzieremo ulteriormente lo staff sanitario che già poteva contare su
indiscussa eccellenza qual’ è il Dott. Mario Sbardella, preparatori atletici e dei portieri saranno confermati,
mr. Salustri sarà affiancato nel suo lavoro da Armando Mirra che dopo il corso di Coverciano rivestirà anche
il ruolo di allenatore in seconda della prima squadra.
Qualche anticipazione?:
La Mirafin già si è confrontata con l’A2 in Coppa Divisione ed ha dimostrato di avere un organico all’altezza di
questa categoria. In quest’ottica stiamo verificando la possibilità di confermare l’asse portante della scorsa
stagione ed al riguardo un’anticipazione la posso dare: Dariush Djelveh vestirà ancora i nostri colori.
Inoltre, abbiamo condiviso con la società e con il mister una decina di profili interessanti che stiamo
monitorando per capire se siano sensibili a proclami ed effetti speciali o se vogliano condividere un progetto
serio basato sui fatti. Abbiamo già un quadro abbastanza chiaro della situazione ma vogliamo aspettare
l’apertura del mercato per contattare giocatori di altre squadre quando oltre la stretta di mano sarà
possibile mettere nero su bianco oneri ed onori.
Paolo Petruzzi – Uff. Marketing & Comunicazione

GIOIA: IO HO MESSO L’ESPERIENZA

Il classe ’77 racconta una stagione travagliata, ma conclusasi nel migliore dei modi per i colori rossoblu: “Ho dato il mio contributo, ma il segreto è stato quel mix perfetto che ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo”

Mirafin toda Gioia. Se i rossoblu hanno guadagnato la promozione, magari faticando più del previsto ma comunque riuscendo a centrare l’obiettivo, parte del merito va anche al difensore classe ’77. Che ha dato il suo grande contributo mettendo in campo esperienza, carisma, anche qualche gol pesante. ”E’ stato un anno faticoso, stancante anche per colpe non nostre – dichiara -. Ad esempio per la situazione del palazzetto ci siamo ritrovati per 5 mesi con difficoltà incredibili e questo ha inciso sulla nostra continuità e sul nostro rendimento, però comunque abbiamo raggiunto l’obiettivo attraverso i playoff e conta solo quello”.

In una parola, fondamentale. Specie quando sono arrivate le gare decisive. ”La mia esperienza è stata utile alla squadra ma come sono state utili tutte le altre varianti, ognuno ha messo il proprio per la causa comune – sottolinea l’ex Lazio -. Io ho messo il mio equilibrio, la mia fase difensiva solida, qualche gol però poi per vincere un campionato o i playoff servono anche altre cose. Senza l’imprevedibilità di Duarte e Sordini, senza la solidità e la corsa di Emer, senza la forza di Batella e Moreira, senza l’intensità di Dariush, senza la capacità di entrare subito in partita di Petrucci o le grandi parate di Mazzuca non si arrivava a un risultato del genere. Quindi Graziano Gioia ha fatto il suo, come gli altri hanno messo ciò che potevano e dovevano, ma la squadra forte è quella in cui si raggiunge il giusto mix e dove è il gruppo, alla fine, a fare la differenza”.

Sulla prossima stagione, ancora non c’è la classica ”fumata bianca” ma ci si sta lavorando. ”So che la società è contenta di quello che ho fatto, io altrettanto di aver trovato persone che mettono passione e competenza. Vediamo, dobbiamo ancora limare qualche dettaglio…”

 

DUARTE:L’UNIONE HA FATTO LA DIFFERENZA

L’italobrasiliano racconta le sensazioni vissute in rossoblu: “Vedere tutti i tifosi che esultavano insieme a noi, il presidente commosso, è qualcosa che se non si prova non si può capire. Siamo stati bravi a superare insieme tante difficoltà”

”Sono state emozioni indescrivibili, sono troppo contento di aver raggiunto questa promozione. Vedere tutti i tifosi che esultavano insieme a noi, il presidente commosso, è qualcosa che se non si prova non si può capire”. Ricardo Duarte racconta così le sensazioni vissute al fischio finale del match col Paola, che ha regalato l’A2 alla Mirafin. ”Poi abbiamo festeggiato fino a tarda notte, siamo stati insieme alle nostre famiglie fino alle 4 a ridere e scherzare ricordando tutti i momenti belli”.

Un anno con la ciliegina sulla torta, nonostante le tante difficoltà. ”Io sento di aver imparato tanto, ogni anno si cresce incontrando persone diverse e mi rendo conto che il futsal è sempre in progresso, non importa l’età che hai né chi hai davanti, è sempre un momento di crescita personale. Il ricordo più bello? Avercela fatta. Quello più brutto il fatto che è stata una stagione durissima, con tante difficoltà dall’inizio alla fine: palazzetto chiuso, allenamenti a mezzanotte, infortuni, punti di penalizzazione. Però squadra e società sono riuscite a superare il momento difficile arrivando all’obiettivo finale”.

”Il punto di forza? – conclude Duarte, che dal Brasile intanto sta valutando cosa fare del suo futuro – L’unione del gruppo e l’unione della società, questo ha fatto la differenza. Se non fosse stato così, difficilmente avremmo conquistato la promozione”.

MIRAFIN:CONFERMA PER TUTTO LO STAFF TECNICO

Armando Mirra al primo anno da massimo dirigente della Mirafin ha centrato la promozione nella categoria
superiore, tanta soddisfazione ma anche qualche preoccupazione in più. Ne parliamo con il diretto
interessato:
Innanzitutto mi preme ricordare che io sono il braccio operativo ma il massimo dirigente è e rimarrà
sempre mio padre. Lui ha fondato questa società e non credo ci potranno mai essere soluzioni che vedano
figure differenti nella massima carica societaria. Ricordo anche che la gestione della Mirafin è sempre il
frutto di quello che abbiamo denominato Comitato Esecutivo dove oltre al sottoscritto sono presenti
Stefano Rocchi e Paolo Petruzzi.
Ok, detto questo:
Detto questo, abbiamo ben presente l’impegno che ci attende e delle difficoltà che dovremo affrontare.
In questi giorni abbiamo lavorato innanzitutto per trovare l’accordo che ci consentisse di confermare in toto
lo staff tecnico, visto il lavoro ed i risultati ottenuti lo scorso anno. Con soddisfazione posso dire che Mister
Salustri, Andrea Santarelli in qualità di preparatore dei portieri ed Andrea Giambelluca in veste di
preparatore atletico, continueranno ad essere a disposizione della Mirafin. Quando si ottengono due
promozioni in 3 anni è normale ricevere offerte dalla concorrenza ma Salustri & CO. saranno ancora gli
uomini ai quali affideremo il progetto tecnico.
Parliamo allora del progetto tecnico:
Procediamo con calma, in questo periodo vengono chiuse solo le offerte a cui non si può dire di no e noi
non abbiamo nessuna intenzione di partecipare ad aste senza senso. Abbiamo blindato la porta
confermando Mazzuca e Martinelli, rinnovato gli accordi con due ragazzi di grandi qualità tecniche ed
umane come Emer e Moreira che continueranno anche ad essere le colonne portanti della nostra scuola.
Stiamo parlando con gli altri artefici della promozione e pian piano capiremo quanti tasselli riusciremo a
posizionare nel nuovo progetto basati sulla rosa dell’anno passato.
Quindi ad oggi nessuna novità di rilievo:
Non abbiamo fretta e soprattutto vogliamo che la gestione della rosa ed il cosiddetto ‘mercato’, vengano
affidate ad una persona che possa presidiare costantemente qualsiasi opportunità si dovesse presentare,
seguire da vicino le esigenze manifestate dall’allenatore, prestare particolare attenzione alle giovanili.
Pensiamo di aver trovato la persona giusta, un DS che sembra fatto apposta per la Mirafin, a breve ci sarà
l’annuncio e la presentazione.
Quindi mercato fermo in attesa del DS:
Il DS ottimizzerà budget ed esigenze, troverà i ragazzi giusti al posto giusto ma sarà anche la figura che
valorizzerà il lavoro di tutti, perché nella realtà siamo tutti piccoli DS. Allo Sgreccia, ai tornei organizzati in
casa nostra dedicati ad Angelo Lessa ed a Yuri Pierini da dove sono usciti fior di giocatori, sotto l’ombrellone
o al lavoro, il ‘mercato’ è sempre aperto, ma in mezzo a tanto fumo ci deve essere chi individua la ‘ciccia
vera’, e noi presto l’avremo.
Paolo Petruzzi – Mirafin Uff. Marketing & Comunicazione

LA MIRAFIN RIPARTE DA SALUSTRI

Il coach rossoblu resta in sella e non poteva essere altrimenti: “E’ uin enorme piacere, sono pronto a dare il massimo, come sempre e a vivere le emozioni che ogni giorno mi regala questo sport. Obiettivi? Vediamo, ma nel nostro dna c’è la voglia di essere protagonisti”

Una grande stagione, culminata nella promozione in A2. Un cammino impervio a tratti, ma che ha ancora di più cementato lo spirito del gruppo e avvalorato la bontà del lavoro fatto. Da giocatori, staff e dirigenza.

In vista dell’A2, la Mirafin non può che ripartire da coach Salustri. Ma andiamo per ordine, partendo da quelle che sono state le emozioni vissute nel corso di quest’annata sportiva.
”Lo sport ti strega perché non finisce mai di farti provare emozioni forti che con l’età cambiano qualche sfumatura, ma l’intensità rimane sempre la stessa – dichiara il mister -. Per quanto mi riguarda non ho mai avuto mezze misure, quando entro in campo do sempre il 110% sia che si tratti di Serie A sia di Serie D, la mia passione mi ha portato su qualsiasi campo e credo che non ci siano moltio altri colleghi che hanno provato questo mondo a 360 gradi come ho fatto. Quest’anno volevo fortemente dare il mio contributo per portare la Mirafin in A2, ero convinto che fosse alla nostra portata e che il Presidente meritasse questa soddisfazione. E’ per questo che quando è iniziata una sequenza di eventi non proprio fortunati ho spinto ancora di più sull’acceleratore, ho chiesto ai ragazzi di dare qualcosa in più, abbiamo moltiplicato gli sforzi e alla fine ce l’abbiamo fatta”.

Dopo circa 20 anni torni in A (anche se non è la massima divisione), con che spirito sei pronto ad affrontare questa nuova avventura?
”Si, torniamo a parlare di A anche se non nella massima serie. Mi fa molto piacere per la Mirafin, per me cambia poco perhè fino a che avrò gli stimoli che ho oggi non fa grande differenza la categoria. Certo allenare in A è molto più semplice che allenare in categorie inferiori e ti dà maggiore visibilità, ma sono esperienze che ho vissuto per tanto tempo e forse mi divertirò di più il prossimo anno, in un’A2 in cui probabilmente dovremo faticare parecchio..”

Quali potranno essere gli obiettivi di squadra e, perchè no, anche quelli personale?
”Con il presidente ancora dobbiamo verificare alcuni dettagli, ma non vedo criticità che possano far pensare a strade separate. Consolidato l’accordo, partiremo subito per la nuova stagione e se ci sarà da vincere il campionato bisognerà vincerlo, se l’obiettivo sarà invece quello della salvezza lotteremo come non mai, magari divertendoci con qualche ’ragazzetto’ made in Mirafin. Come sempre, dando il 110%”.

Insomma Salustri non si muove dalla Mirafin: la sua sarà la quarta stagione consecutiva sulla panchina rossoblu, una permanenza contraddistinta da quei risultati vincenti che appartengono solo alla categoria dei grandi allenatori. ”Resto qui con enorme piacere, per dare il massimo, come sempre per cercare di essere protagonisti e magari stupire ancora. E’ un orgoglio, per me, allenare la Mirafin”.

IL DIETRO LE QUINTE DELLA MIRAFIN

Spesso non sono sul campo, si confondono tra il pubblico, prima squadra o giovanili non fa differenza, dietro
una scrivania o dietro un tavolo di ristorante a parlare con giocatori o allenatori, quest sono i dirigent,
categoria dove puoi incontrare il Direttore Generale o il magazziniere, un solo comune denominatore: sono
indispensabili.
A palla ferma, vogliamo sentrli tutti, sulla passata stagione e su quella che verrà, iniziamo da Paolo Petruzzi,
Direttore Generale della squadra della famiglia Mirra.
Petruzzi, tre stagioni in Mirafin e due promozioni:
In verità di mio c’è molto poco, purtroppo ho poco tempo da dedicare a questa mia passione per cui ci sono
state molte altre persone che hanno contribuito in forma più sostanziale a quest successi, cominciando
proprio dal mio pari ruolo Stefano Rocchi.
Con poco tempo a disposizione, quale apporto riesci a dare:
Sono sui campi di calcio a 5 da oltre 35 anni, ho avuto la fortuna di farlo molto spesso ai massimi livelli,
potrei essere assimilato alla figura di un consulente che aiuta con la propria esperienza nelle decisioni che
potrebbero impattare in maniera determinante sull’andamento di una stagione. Ad esempio, la scelta di
puntare forte su un nome importante per la panchina è stata fortemente caldeggiata da me e credo che
Salustri abbia risposto come meglio non si potesse. Certo, qualcuno potrebbe dire che ho scoperto l’acqua
calda, ma spesso ‘giocare’ semplice è molto difficile e non va di moda come gli apprendist stregoni.
La stagione passata, il momento ‘più’:
La partta decisiva per conquistare l’A2 con il ‘Paola’ . Il mister l’ha studiata a tavolino esattamente come si è
svolta in campo. Neanche i ragazzi sapevano esattamente quello che il mister mi aveva antcipato a cena, la
partta era preparata per essere risolta al momento giusto da Petrucci. Non me ne voglia Emanuele, ma li
per li pensavo che Salustri fosse stato colto da ‘fenomenite’. Invece il mister aveva calcolato molto bene
qualsiasi dettaglio, in una prima fase la squadra doveva far correre gli avversari, appena fosse scesa
l’intensità sarebbe stato il momento di Petrucci che con la sua esuberanza fisica avrebbe dato la svolta. Così
è stato, chapeau Mister.
Il momento ‘meno’:
Gli infortuni, Gioia, Duarte, Batella e Sordini solo per citare quelli di maggior impatto per enttà e per la
qualità che hanno tolto alla squadra. In partcolare Duarte non è mai stato veramente disponibile, lo
abbiamo fatto operare a fine stagione alla caviglia, quel poco che ha giocato lo ha fatto solo per dedizione
alla Mirafin.
La prossima stagione:
Abbiamo già aperto il tavolo sul quale scriveremo il progetto della prossima stagione. Come dice sempre il
Presidente abbiamo vinto, ma non alla lotteria. Stamo verificando le soluzioni che ci potranno consentre
una stagione in A2 tranquilla, sempre facendo il passo secondo la gamba. La Mirafin puo’ affermare con
assoluta certezza che in 18 anni di attività ha sempre onorato qualsiasi impegno preso, anche quando il
confine tra essere onest ed essere sciocchi è stato molto vicino.
Prossimi passi:
Siamo limando alcuni dettagli per il rinnovo con Salustri, per noi è fondamentale, poi tutto il resto.

SCUOLA CALCIO:SI CHIUDE LA STAGIONE

Scuola calcio Mirafin: una bellissima serata con il patron Mirra.
Presidente una grande festa di chiusura dell’attività:
Per me è stata una bellissima serata e sono certo che anche i bambini si siano divertiti insieme alle loro
famiglie e con gli istruttori che hanno avuto vicino per tutto l’anno. Sono momenti che ti ricaricano le
batterie e ti danno la spinta per continuare con l’entusiasmo di sempre.
Presidente, oramai la Mirafin ha raggiunto la maggiore età:
Si, abbiamo concluso il diciottesimo anno di attività e siamo veramente diventati maggiorenni. La prima
squadra ci sta dando soddisfazioni che quando siamo nati non avremmo nemmeno immaginato, parlare di
serie A quando abbiamo fondato la Mirafin nel 2000 avrebbe fatto sorridere chiunque. I giovanissimi di
Gorga e gli Allievi di Mirra hanno raggiunto i play off centrando l’obiettivo stagionale ed hanno gettato le
basi per affrontare la prossima stagione con ambizioni maggiori, con l’asticella che verrà spostata un po’ più
in alto. Veramente una magnifica stagione.
Presidente confessi, il suo cuore, la sua passione vera, sono i piccolini della scuola calcio:
Sono i figli di ragazzi che ho visto crescere qui, sono i miei nipoti, sono quanto di più prezioso ci sia, per
questo si tratta di una grande responsabilità, in questo settore dobbiamo dare il meglio, ogni bambino
cerchiamo di trattarlo come se fosse il nostro figlio. In questo settore l’attenzione deve essere massima e
non servono allenatori ma istruttori. Non a caso ci avvaliamo di ragazzi di grande competenza come
Marcelo, Duarte, Emer, Lorenzoni e Mazzaroppi. Grazie alla loro pazienza, alle loro qualità tecniche ed alla
loro passione siamo certi che i bambini siano in ottime mani ricordando, tra l’altro, che Marcelo è anche
laureato in scienze motorie, un valore aggiunto non trascurabile.
Questo per quanto attiene il campo, ma dietro le quinte:
Non direi dietro le quinte ma piuttosto direi sempre in prima fila, ci sono Silvia e Claudio Gobbi le cui
capacità mi sembra addirittura superfluo evidenziare. Sono due pietre miliari della Mirafin, due
collaboratori che tutti vorrebbero avere.
Concludiamo la ‘serata’:
Un grazie di cuore ai veri protagonisti, a tutti i genitori, a tutti i bambini ed a tutti i ragazzi che hanno scelto
Mirafin, senza di voi, noi non saremmo niente. Grazie di nuovo per aver condiviso con noi questa bellissima
avventura e, soprattutto, pronti per la prossima stagione, e sempre forza Mirafin.