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Monthly Archives:settembre 2018

MIRAFIN: CHE FESTA!!!!

Per organizzare la presentazione della nuova stagione della Mirafin in concomitanza con la prima partita
della squadra di Salustri si doveva avere un bel coraggio ovvero essere dei veggenti.
Chiediamo al patron Mirra in quale delle due categorie si sente di appartenere:
Volevo comunque dare un messaggio di fiducia, ci dice Raffaele Mirra, un risultato negativo contro una
grande squadra quale è la Virtus Aniene non doveva e non poteva inficiare il lavoro che abbiamo svolto
negli anni. Poi c’è anche l’anima partenopea che mi porta ad avere delle sensazioni, sabato le percepivo
positive, ma a fine primo tempo credevo di essermi sbagliato. Avere preparato un evento in tutti i particolari
ed avere invitati depressi da un’eliminazione non era certo auspicabile. Fortunatamente la squadra nel
secondo tempo è stata entusiasmante per cui abbiamo avuto festa nella festa.
Presidente, si faceva fatica a trovare posto a Via Venezia 64:
Si, abbiamo organizzato l’evento nel nostro centro sportivo per poter offrire a tutti l’opportunità di
partecipare, i bambini hanno avuto la possibilità di giocare e di farsi fotografare con i ragazzi della prima
squadra, i genitori hanno avuto a disposizione gli istruttori dei loro figli, il tutto rallegrato da un buffet con
prodotti tipici di alta qualità tra cui i salumi offerti da Riccardo Tripodina del ristorante ‘Vecchia Roma’, uno
dei locali storici del centro di Roma.
Presidente, lei ha aperto la serata con un intervento segnato da un velo di commozione:
E’ stata una serata importante per la nostra società, mi sono sentito in dovere di ringraziare chi ha permesso
alla Mirafin di raggiungere livelli di assoluta eccellenza ed in particolare i miei collaboratori, i tecnici, i
dirigenti ed i tifosi ma, soprattutto, le famiglie che hanno scelto la nostra società per affidare i beni più
importanti: i loro figli. Per noi è una grande responsabilità e ne siamo consapevoli, ma vedere tutti quei
ragazzi felici mi ha reso felice ancora più di loro.
Infatti spesso il palcoscenico è per l’agonistica ma anche la scuola calcio sembra dare ampie soddisfazioni:
Si dice sempre che il lavoro paga ma credo che lavorare con qualità, dedizione e passione sia la vera chiave
del successo. Anche quest’anno abbiamo avuto un forte incremento delle iscrizioni alla scuola calcio grazie
all’ottimo lavoro svolto dal responsabile Claudio Gobbi, un lavoro che negli anni ci ha portato ad essere un
punto di riferimento nel territorio, un fiore all’occhiello di tutta la regione.
Abbiamo visto anche i ragazzi della prima squadra molto vicino ai più piccini:
La presentazione della prima squadra è un atto dovuto ma si tratta di ragazzi già noti a tutti, sono giocatori
anche di livello internazionale, serve più che altro per i tifosi che hanno modo di fraternizzare con le new
entry e per dare il bentornato a tutti i giocatori che sono stati confermati in Mirafin. Il vero obiettivo era
quello di vedere i ragazzi della scuola stare vicino ai loro beniamini, ai campioni che escono da pregiati
parquet per insegnare ai più piccolini. Al lavoro e nella vita di tutti i giorni diciamo che non c’è niente di più
potente dell’esempio per insegnare, per diventare un modello da seguire. In Mirafin abbiamo sposato
appieno questo concetto e mettiamo a disposizione della scuola le capacità tecniche dei giocatori della
prima squadra, tra cui il nostro capitano Marcelo Moreira che è anche laureato in scienze motorie.
Domani un’altra gara impegnativa con il Ciampino:
Siamo in serie A2, non ci saranno gare facili mai, ma siamo soddisfatti del lavoro svolto in estate per cui, pur
consapevoli delle difficoltà, scenderemo in campo per dire sempre la nostra. D’altronde mister Salustri non
prende in considerazione la possibilità di giocare per altri risultati che non siano la vittoria e piano piano ci
sta convincendo anche a noi che niente è impossibile, anche far risultato sabato.

MIRAFIN: QUALE E’ LA VERITA’

Il 22 settembre non è una data probante per poter verificare le effettive ambizioni di una squadra, soprattutto
se l’obiettivo originario era quello di scendere in campo per i tre punti non prima del 6 di ottobre. Un primo
tempo preoccupante, un secondo tempo che potrebbe essere altrettanto preoccupante se qualcuno si
dovesse dimenticare i primi venti minuti. Il match che non ammette prove d’appello inizia con l’Aniene in
vantaggio di tre reti, un vantaggio che a fine primo tempo avrebbe tagliato le gambe a chiunque, non alla
Mirafin. Il punteggio finale recita 6 a 5 per la squadra di casa, ma quale è la vera Mirafin, quella che ha
rischiato la goleada o quella da lustrarsi gli occhi della seconda frazione?
Ne parliamo con Armando Mirra, alla sua prima panchina con relativa vittoria in A2:
E che vittoria! Sudata, combattuta, ma soprattutto voluta, è stata una vittoria del gruppo, una di quella che ti
lascia l’adrenalina per più giorni. In particolare per me è stato qualcosa di speciale, la prima vissuta a fianco di
mister Salustri in veste ufficiale da secondo, tutto si è amplificato, emozioni forti.
Alla vigilia quante possibilità davi alla tua squadra:
Sapevo che sarebbe stato uno scontro alla pari che poteva essere deciso da episodi, ma soprattutto
dall’approccio mentale, dalla capacità di superare i momenti difficili che certamente si sarebbero presentati. A
fine primo tempo il mister nonostante il 3- 0 ha detto ai ragazzi che la partita l’avremmo riaperta, è riuscito a
convincere tutti i ragazzi che l’impresa era li a portata di mano, bastava avere il coraggio di realizzarla. Così è
stato ed ho iniziato a capire la differenza tra Salustri ed un mister normale.
Visto il secondo tempo contro l’Aniene cambiano i progetti:
No assolutamente , siamo partiti con la consapevolezza di essere un grande gruppo con delle individualità
importanti, ce le giocheremo tutte, non regaleremo niente, poi tireremo le somme.
Alleni anche l’under 19, quanto è il gap tra i tuoi ragazzi e la prima squadra:
Come dicevo abbiamo una rosa di prima squadra molto importante, abbiamo riconfermato i nostri senior,
l’asse portante della squadra. Moreira, Emer, Mazzuca, Dariush e Gioia, sono giocatori che hanno calcato
parquet importanti, quindi è normale che la differenza sia notevole. In effetti questa è un arma in più per
permettere ai nostri giovani di crescere, oltre all’ insegnamento di noi allenatori hanno la possibilità di
assorbire tutto ciò che mettono a disposizione questi grandi giocatori.
Sabato altro test di assoluto livello contro il Ciampino:
Si, altra gara molto importante , sicuramente sarà una partita molto dispendiosa ma già abbiamo archiviato il
big match contro la Virtus. Ora si lavora per prepararci al meglio per questo grande scontro, l’importante sarà
dare il meglio di noi, in questa fase dobbiamo essere molto attenti alla prestazione, a quanto riusciamo a
mettere in campo in termini di collettivo, questa è la via per arrivare ai risultati. Sabato scorso abbiamo
ricevuto un’iniezione di fiducia, speriamo di ottenerne un’altra sabato prossimo.
Vi aspettiamo sabato 29 alle ore 15,30 al Pala Torrino.
Paolo Petruzzi – Mirafin Uff. Marketing & Comunicazione

LA MIRAFIN NON MUORE MAI!!!!

Spettacolo al PalaLavinium di Pomezia tra la Mirafin e la Virtus Aniene. I rossoblu non mollano mai la presa anche quando la gara sembra compromessa. Nel primo turno di coppa Divisione la squadra di Salustri passa per 6-5 nei tempi supplementari. L’assenza di Gioia e le condizioni fisiche di Moreira destano qualche preoccupazione. L’inizio porta subito la Mirafin all’attacco dove al 2′ Emer conclude a lato. Passano trenta secondi e al primo tiro in porta dell’Aniene Taloni trafigge Mazzuca. Rengifo prova a ristabilire l’equilibrio ma il tiro va di poco fuori. Ancora qualche occasione da entrambe le squadre e si arriva al 12′ quando Batata sul secondo palo fa 2-0. Pinto con Rengifo tentano la via della rete ma Di Ponto non e’ d’accordo. Al 19′ Milani dal limite porta sul 3-0 la propria squadra. Nel secondo tempo la Mirafin scende in campo con alcuni accorgimenti tattici, e i risultati si vedono subito, viene impegnato il portiere ospite in diverse situazioni, con Pinto, Emer e Rengifo, Di Ponto si esalta rispondendo a tutte le chiamate. All’ 8′ Rengifo s’incarica di calciare il rigore assegnato per un fallo di mano, dal dischetto il Venezuelano non fallisce. Da qui comincia la rimonta rossoblu, tanto che un minuto dopo Emer servito da Rengifo accorcia ancora le distanze. Al minuto 11′ Emer su punizione con un tiro potente e preciso non da scampo al portiere, pallone che bacia il palo ed entra, il PalaLavinium diventa una bolgia mentre Rengifo diventa incontenibile, e lui che offre l’assist per il 4-3 a Pinto al 13′. La Mirafin è padrona del campo fino a quando al 17′ Taloni pareggia i conti. La gara sembra avviarsi in direzione supplementari. Al 18′ Piccirilli centra l’incrocio dei pali, ma un minuto dopo Filipponi indirizza la gara verso l’ Aniene siglando il 4-5. Quando sembra tutto finito a 5” dalla sirena con una grande azione si passa da Emer per Rengifo che vede appostato sul secondo palo Djelveh che insacca alle spalle del portiere per il 5-5. Si va ai supplementari, dove la Mirafin ha ancora benzina sulle gambe, e al 2′ del secondo tempo supplementare Emer porge l’assist a Moreira per il 6-5 finale. Mister Salustri: gara da mille emozioni, mi e’ piaciuta la nostra reazione di volontà e forza fisica, sono fiero di questi ragazzi, ci toglieremo delle belle soddisfazioni.

Ufficio Stampa Mirafin

LA DIVISIONE RIMODULA IL GIRONE UNDER 19

La Divisione Calcio a 5 ha rimodulato i gironi di questa categoria, la Mirafin passa dal raggruppamento “M” al girone “L”. Cosa cambia per la Mirafin questo cambio? Abbiamo chiesto al Mister Mirra il suo parere: sostanzialmente a livello impegnativo non cambia nulla, e’ un girone difficile dove ogni gara sarà combattuta e bisognerà sudarla per portare a casa i tre punti. Quello che cambia sono le trasferte, prima dovevamo arrivare a Rieti e Viterbo, adesso Latina e Colleferro che di fatto sono più vicine.

Effetto derby, con Fortitudo Futsal Pomezia e United Aprilia, cosa ci puoi dire? Il vero derby è con la Fortitudo, mentre con l’Aprilia la considero un quasi derby per la vicinanza a Pomezia. Saranno due gare di altissimo livello, e spero con un sano agonismo dove dopo le partite ci si possa prendere un caffè tutti insieme.

Quali sono gli obiettivi della stagione? Non voglio fare proclami, di sicuro cercheremo di dire la nostra, abbiamo costruito una buona squadra per poter competere con tutte le avversarie.

Facciamo un in bocca al lupo a Mister Mirra, ed elenchiamo di seguito le squadre del girone: LATINA CALCIO A 5 – F.F.POMEZIA – U.APRILIA – F.COLLEFERRO – VIRTUS ANIENE – CIAMPINO ANNI NUOVI – CIOLI ARICCIA – LIDO DI OSTIA – ROMA FUTSAL – A.S.MIRAFIN.

UFFICIO STAMPA MIRAFIN

GIOIA COME IL VINO,PIU’ INVECCHIA PIU’ E’ BUONO

Oggi è il momento di un giocatore che non ha bisogno di presentazioni, l’esperienza di Graziano Gioia è a
nostra disposizione, soprattutto al servizio dei più giovani come leggerete nell’intervista.
Il buon vino invecchiando migliora, sembrerebbe anche Graziano Gioia:
E’ vero, dai 20 ai 30 anni ti puoi permettere degli errori, andando avanti con l’età è fondamentale capire che
solo con uno stile di vita corretto si possono avere ambizioni di vertice in uno sport complesso come il calcio
a 5. Sono 5 o 6 anni che ho cambiato alimentazione, una nutrizione adeguata mi ha consentito di arrivare ai
40 più in forma di quando ne avevo 30.
In effetti ti sei presentato al primo giorno di ritiro in una condizione eccellente, che ci dobbiamo aspettare
per il resto della stagione:
Come ho detto mi sono preparato curando particolarmente la nutrizione, effettuare lavori atletici pesanti
senza curare nella sua interezza la persona, rischi di farti male e basta. Ho impiegato qualche anno di troppo
a capirlo, ma un’alimentazione dedicata al lavoro che quotidianamente svolgi è più importante di ore di
corsa o similari. Chiaramente si parla anche di benessere personale ma senz’altro si rifletterà su quanto
potrò dare alla Mirafin ed ai compagni, motore e testa sono a posto.
Il tuo numero è stato sempre il 4 forse per anticipare che avresti giocato fino ai 40, ora con l’8 quale è il
messaggio:
Non scherzare, per me sono due numeri molto importanti. Ho iniziato a giocare in serie A molto giovane
nella Lazio, li c’era un giocatore che aveva tutte le evidenti caratteristiche del campione completo, giocatore
universale, grande tecnica, fisico imponente, si chiama Paolo Menicucci ed è stato il modello a cui mi sono
ispirato per migliorare, volevo avvicinarmi il più possibile a lui. Paolo aveva la maglia numero 4 e quando ha
smesso ho voluto quel numero che fino alla scorsa stagione ho cercato di onorare. Oggi forse siamo al mio
ultimo anno in una categoria di vertice, mi sembrava doveroso omaggiare anche chi ha completato la mia
crescita, il mio modo di stare in campo, non solo un modello anche il mio idolo, come giocatore, come uomo
e come amico. Il numero è l’8 e parlo di quello stampato sulle spalle di un bi-campione del mondo, sempre
ai vertici delle classifiche dei marcatori pur giocando da ‘ultimo’, lui si chiama Danilo Lanconi Lacerda ed in
tre anni a Perugia mi ha consentito il salto di qualità. Paolo è stato il maestro che mi ha fatto conseguire il
diploma, Danilo il professore che mi ha accompagnato alla laurea.
Danilo è stato per te un maestro, la tua stella polare, in Mirafin chi potrebbe seguire le tue orme:
In Mirafin ci sono molti ragazzi giovani che hanno le possibilità per arrivare ai vertici di categoria ma con
caratteristiche differenti dalle mie. Il consiglio spassionato che mi sento di dare è quello di seguire il mio
percorso, individuare un modello e cercare di copiarlo il più possibile. Non dobbiamo avere remore nel
copiare chi ha già raggiunto il successo, nello sport come nella vita, sfruttare l’esperienza altrui è un
vantaggio competitivo importante, magari aggiungendo qualche particolare in più.
Domanda di rito, dove arriverà questa Mirafin:
I fattori che determinano un risultato ovvero una stagione intera dipendono da molteplici piccoli dettagli
che fanno la differenza. Sulla carta ci sono squadre con individualità forse migliori delle nostre, noi dovremo
rispondere con il collettivo, con il gioco di squadra, con uno spogliatoio unito, come abbiamo fatto lo scorso
anno. Sarà fondamentale l’inserimento dei nuovi che provengono da esperienze differenti dove hanno
praticato sistemi di gioco diversi da quanto ci chiede mister Salustri, in particolare per la fase difensiva. Se
riusciremo ad essere coesi, a tradurre in breve tempo sul campo i dettami tattici del mister, stando anche
lontani dall’infermeria, avremo la possibilità di ben figurare, replicare il risultato dello scorso anno sarà
molto difficile ma non impossibile.
Paolo Petruzzi – Mirafin Uff. Marketing & Comunicazione

RENGIFO: AMORE A PRIMA VISTA

Il longilineo attaccante venezuelano scalpita in vista del via ufficiale della nuova stagione. “Sono stato accolto benissimo, l’esperienza dei giocatori mi sarà d’aiuto: questa è una squadra che può provare a conquistare i playoff”

Saranno stati i quattro gol che rifilò alla Mirafin quando militava nel Minturno. Era il campionato di Serie C1 laziale e Kevin David Rengifo Stell aveva già fatto vedere di che pasta era fatto. Non è stato casuale, dunque, il suo approdo in rossoblù durante il mercato estivo: ”El Girafa” – questo il nomignolo che gli è stato affibbiato per la sua altezza – è tornato in Italia che di fatto sta diventando la seconda patria del funambolico nazionale venezuelano.
– Kevin bentornato, che differenze trovi tra il calcio a cinque europeo e quello sudamericano?
”Il futsal sudamericano è più veloce ma vengono espresse più abilità individuali, tuttavia c’è molta attività collettiva. Il gioco europeo è sempre più organizzato e tattico… puoi decidere una partita con un fallo o una rimessa laterale”.
– Che pensi della tua nuova squadra? Quali potrebbero essere gli obiettivi reali?
”La Mirafin la sento armonica fin dal primo giorno, i dirigenti mi hanno trattato molto bene e la grande esperienza dei giocatori mi ha subito accompagnato. Il nostro primo obiettivo è principalmente quello di disputare un buon campionato in A2 e provare ad arrivare al play-off”.
– Qual è il tuo sogno nel cassetto?
”Da quando ero piccolo, insieme a mia madre, sognavo di arrivare un giorno in una squadra di Barcellona e diventare un campione del futsal”.
E noi facciamo un grande ”in bocca al lupo” a Kevin per questo nuovo inizio!

UFFICIO STAMPA MIRAFIN
Federica Rammacca

 

IL SETTORE GIOVANILE SCALDA I MOTORI

Si parla sempre della prima squadra, si parla di A2, ma Mirafin significa molto altro. Una scuola calcio di
assoluta eccellenza, con istruttori qualificati che possono contare sul contributo tecnico dei giocatori della
prima squadra, un settore giovanile agonistico che aumenta qualità e quantità di anno in anno.
Ne parliamo con il DG Rocchi che ha messo lo ‘zampino’ anche nell’ultima acquisizione di rilievo:
Si, abbiamo portato in casa Mirafin un’ultima ‘chicca’ proveniente dal calcio a 11 che conta. Un curriculum
che parla da solo, protagonista nelle migliori squadre del panorama laziale quali sono Lupa Roma ed Aprilia
per poi arrivare alle soglie della serie D con l’Albalonga. Giammarco Picchi è un 2000 che potrà recitare un
ruolo importante in un’under 19 già competitiva, peraltro agli ordini di un tecnico di grandi qualità come
Armando Mirra.
Arrivo dell’ultimo momento, trattativa difficile:
Assolutamente no, debbo ringraziare l’Albalonga che da grande società quale è si è comportata in maniera
esemplare, dando seguito ai desideri del ragazzo. Tra l’altro Giammarco in Albalonga è quasi di famiglia,
molto vicino anche al DS Paolo Armeni che ha dato il benestare al trasferimento con grande dispiacere ma
senza apporre nessun ostacolo. Incontrare in questo mondo uomini come quelli che lavorano in Albalonga ti
riconcilia con lo sport.
Con l’inserimento di Picchi si completa una rosa che oramai consente di avere ambizioni:
Noi l’unico interesse che abbiamo è che questi ragazzi possano migliorarsi per poter approdare nel calcio a 5
nazionale. Serve tanto sacrificio, spesso tanta panchina in prima squadra, ma solo con la tenacia e la
determinazione si possono avverare i sogni. Noi dobbiamo dare le giuste motivazioni, a questa età il passo
tra giocare in un campionato nazionale e smettere definitivamente è molto piccolo.
Rocchi, siamo stati ai campi di Via Venezia ed abbiamo visto decine di bimbi sgambettare con i colori
rossoblu:
In verità sono centinaia e siamo contenti di questo. Fino a qualche anno fa il calcio a 5 sembrava quasi una
diminutio del calcio a 11, i figli di un dio minore. Oggi i genitori stanno capendo che il calcio fino a 10/12
anni è solo uno e si chiama calcio a 5. Chi si reca in una scuola di calcio a 11 gioca comunque su campi
ridotti, gioca in ogni caso a calcio a 5, per questo è intuitivo quanto sia meglio farlo con degli specialisti di
settore. Quando l’età aumenta, il ragazzo potrà comunque optare per il calcio a 11 portandosi dietro un
bagaglio tecnico eccellente, vedere campioni quali Neymar, Marcelo, Robinho, Roberto Carlos e molti altri.
Rocchi, anche quest’anno la scuola potrà contare sull’apporto dei giocatori della prima squadra:
Assolutamente si, nello sport l’esempio è fondamentale, mostrare il gesto tecnico è l’unica via per poter
insegnare a dei bambini, internet in questi casi serve a poco e può essere deleterio come anche i libri.
L’esperienza e la tecnica dei vari Marcelo, Emer, Paolo Pinto, Rengifo non si può inventare. Sappiamo,
inoltre, quanto i bambini siano felici di ‘giocare’ con i campioni che il sabato vedono al palazzetto, e questo
rappresenta un valore motivazionale in più. Da noi questo è possibile, vi aspettiamo a Via Venezia 62,
qualche altro bimbo lo possiamo inserire, si divertirà ed imparerà, questo è certo.
Paolo Petruzzi – Uff. Marketing & Comunicazione

UNA MIRAFIN PRATICA E’ CONCRETA

Seconda amichevole per la squadra di Mister salustri, l’ avversario di turno era l’EcoCyti Cisterna. Rispetto alla prima uscita contro l’Anzio si è vista un altra Mirafin, pratica, concreta ma sopratutto si sono visti i progressi dati dal duro lavoro di questi giorni. Gli ospiti impongono un ritmo altissimo per testare la resistenza rossoblu che in difesa si mostrano attenti. La Mirafin si porta avanti con Rengifo abile a rubare palla e calciare. il raddoppio lo firma Djelveh su assist di Pinto, mentre Mazzuca mostra le sue doti spolverando una prestazione superlativa mostrando di essere in gran forma. Nella ripresa il Cisterna prova subito la via della rete, ottenendola al 2′ grazie anche ad una deviazione della difesa. Con il passare dei minuti la Mirafin fa valere il suo tasso tecnico. Arrivano altre cinque reti, due in rapida successione tra il 14′ e il 15′ con Gioia da fuori area ed Emer dal limite. Al 17′ Rengifo sfrutta al meglio l’assist di Pinto, il nazionale Venezuelano si ripete su tiro libero. A chiudere i conti ci pensa Gioia ancora su tiro libero per il 7-1 finale. Da segnalare Mazzuca e Djelveh in grande spolvero. Mister Salustri: sono soddisfatto della prestazione, il lavoro di queste settimane si vede, bisogna limare ancora qualche imperfezione ma saremo pronti per la coppa Divisione del 22 settembre.

UFFICIO STAMPA MIRAFIN

CAME BACK HOME FIORAVANTI

Una chance c’è stata ed era giusto verificare tutte le possibilità che consentissero ad un ragazzo appena giunto nel mondo del futsal che conta di giocare nella massima serie. Era felice il ragazzo, era ancora più felice la Mirafin per essere riuscita a trasformare in pochi mesi un giovane calciatore di talento, in un apprezzato specialista del 40X20. Ma per giocare a calcio a 5 bisogna avere un’intelligenza non comune, una rapidità di analisi che ti consenta immediatamente di capire la giocata giusta, perdere un tempo di gioco fa la differenza tra vincere o perdere, nel calcio a 5 non hai possibilità di errore, devi fare la cosa giusta.
E Giammarco ha capito che la giocata da campione era proprio quella di tornare alla Mirafin per continuare quel percorso di crescita che, con l’aiuto di Mister Salustri e di uno staff di eccellenza sotto tutti i punti di vista, lo condurrà ad essere tra i protagonisti di questo sport.
Già ha iniziato ad allenarsi con Salustri, a cui chiediamo un parere sul ritorno di Fioravanti:
Gianmarco ha ottime potenzialità ma questo non basta per poter dire che potrà essere protagonista in un campionato come quello di A2. Spesso sento dire che noi tecnici dovremmo far giocare dei ragazzi solo per l’anno di nascita e per far in modo che possano imparare. Personalmente credo che l’età non dovrebbe essere un fattore per nessun tipo di scelta, Foglia era un campione a 18 anni, Rubei lo era anche a 50. Totti, Mancini, Vialli e tanti altri giocavano in Serie A a 16 anni, questo per dire che se sei bravo e rispondi alle esigenze della squadra e dell’allenatore, l’età non conta.
Quindi quale è il percorso che dovrà seguire Gianmarco ovvero i giovani come lui:
Lavoro, lavoro e lavoro. Si cresce in allenamento, è durante la settimana che si prepara la gara del sabato. Se commetti errori e continui a commetterne durate le sedute di lavoro, ritengo che sia impensabile correggerli il sabato. Il ritornello è che i giovani dovrebbero giocare di più, io dico che i giovani si dovrebbero allenare di più, fare tesoro dei consigli degli allenatori o di ragazzi che già hanno una carriera alle spalle. Invece non è raro vedere i ‘vecchietti’ faticare e sudare mentre i più giovani si accontentano di quello che natura gli ha dato. Diciamo che Fioravanti con una testa come quella di Marcelo giocherebbe 15 anni in serie A, siamo sulla buona strada ma quest’anno deve compiere ancora un passo in avanti.
Mister, è sempre poco piacevole fare nomi, ma un altro giovane sul quale scommetteresti?
Andrea Morale, a me piace dire che l’allenamento consente l’ottimizzazione delle caratteristiche genetiche. Andrea è dotato naturalmente per poter giocare calcio a 5 di alto livello. Quest’anno si confronterà quotidianamente con giocatori di categoria, con il giusto impegno, lavorando da atleta anche fuori dal campo e nella vita privata, senz’altro si toglierà belle soddisfazioni.
Mister, a che punto siamo con la preparazione:
Non ci aspettavamo la Coppa Divisione e la Coppa Italia così presto, abbiamo dovuto rivedere il programma ed accelerare i tempi. Volevamo essere pronti per ottobre, sarà necessario essere già preparati quantomeno per la Coppa Italia. Giambelluca sta svolgendo un ottimo lavoro atletico, i ragazzi si stanno mettendo a disposizione, Santarelli sta rimettendo a lucido i portieri, sono fiducioso.
Paolo Petruzzi – Mirafin Uff. Marketing & Comunicazione