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ANDREA GOBBI, L’ORA DELLA A2

ANDREA GOBBI, L’ORA DELLA A2

E’ tornato a casa, ma non c’erano dubbi, Andrea Gobbi è praticamente nato a casa Mirafin, a via Venezia 64
è spesso lui ad organizzare e gestire i tornei estivi più noti del litorale romano, il papà Claudio è tra gli
artefici del successo della scuola calcio, la mamma Silvia è il braccio operativo del patron Raffaele Mirra. Un
breve periodo in prestito, qualche mese per soddisfare la curiosità di provare qualcosa di nuovo,
un’esperienza necessaria anche per uscire da quella ‘comfort zone’ che spesso induce ad un po’ di
rilassatezza. Da inizio stagione, Andrea è tornato agli ordini del suo mentore Armando Mirra, il tempo di
scordare i campi in sintetico e nuovamente sul parquet, e non uno qualunque, il parquet comandato da
mister Salustri.
Andrea, raccontaci il tuo 2018 sportivo:
Lo scorso anno, in realtà la Mirafin aveva ambizioni, seppur sottaciute, di tentare il salto di categoria ed
aveva allestito una rosa competitiva dove per un ’99 come me non sarebbe stato facile trovare spazio.
Quindi ho preso una decisione molto sofferta, lasciare i compagni, un mister come Salustri che io preferisco
chiamare maestro, è stato molto difficile, ma volevo misurami in un campionato difficile anche dal punto di
vista fisico quale è la C1. Sono stati mesi impegnativi ma l’obiettivo era quello di tornare in Mirafin più forte
e più completo di quando ero partito.
Da questa settimana di nuovo in prima squadra e subito l’esordio in A2:
Si, passare dalla C1 alla seconda categoria nazionale in poco tempo poteva sembrare un azzardo, ma sotto la
guida del mister mi è sembrato semplice, mi sono sentito tranquillo. Ho dato un piccolo contributo ma nella
vittoria contro la Roma c’è anche del mio.
Adesso quali sono i tuoi obiettivi personali:
In Mirafin ci sono le condizioni migliori per proseguire il mio percorso di crescita ma dipenderà da me. Sono
convinto che giocare a fianco dei campioni che ci sono in prima squadra e con i consigli del mister sarà tutto
molto più semplice, ma sarò io a dover dimostrare di poter ‘saltare’ Gioia o di poter difendere con efficacia
su capitan Marcelo.
Andrea, credo che anche Mister Mirra conti molto su di te per l’under 19:
Spero di si, se in under 19 non fossi un giocatore importante, da quintetto base con minutaggio elevato, è
chiaro che la prima squadra me la potrei scordare anche perché di ragazzi bravi ce ne sono molti, ed il
mister pian piano li comincia ad inserire. Per noi giovani tempi e modi per salire di categoria sono
fondamentali, spesso siamo impazienti, per fortuna in Mirafin c’è il maestro, sono in ottime mani.
UFFICIO STAMPA MIRAFIN
Pietro Calcio

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