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Monthly Archives:Gennaio 2019

PETRUZZI:STIAMO VINCENDO IL NOSTRO SCUDETTO

Si inizia a pensare che la Mirafin abbia smarrito la via dei tre punti, di un momento poco brillante della squadra di Salustri, ne parliamo con Paolo Petruzzi, DG della società capitanata da sempre dal patron Mirra.

Paolo, quale è lo stato di salute della Mirafin:

Nello sport bisogna programmare in base agli obiettivi che debbono essere ben definiti e rapportati alle effettive possibilità. In questa stagione stiamo utilizzando un budget analogo a quello della scorsa stagione in B dove non partivamo certo da favoriti. Quando il presidente ci ha chiesto quale obiettivo stagionale di mantenere la categoria, lo ha fatto in maniera consapevole, da persona ragionevole e competente come ha dimostrato di essere in quasi 20 anni di attività.

Si poteva fare qualche punto in più:

E’ sempre un tema di obiettivi e la strada che si vuole seguire per raggiungerli. Probabilmente con un gioco basato sulla difesa ai 12 metri ed una fase offensiva incentrata sul lancio lungo per quel grande giocatore che è Moreira avremmo faticato meno, ma in società non condividiamo questa filosofia di gioco. Sappiamo bene che nel calcio a 5 difendere una porta di 3 metri è molto più facile che attaccarla, ma la scelta di Salustri quale allenatore, peraltro fortemente voluta da me, implica privilegiare la fase offensiva, il cercare di ‘fare’ la partita sempre, contro qualsiasi avversario.

Quindi qualche punto perso di troppo:

A mio avviso si raggiunge il perfetto equilibrio quando attraverso il ‘gioco’ si riescono a portare a casa i risultati attesi. Ad oggi abbiamo vinto tutte le partite con le squadre del nostro livello ed abbiamo impensierito fortemente squadre che puntano al titolo come Tombesi, Real Cefalù ed Aniene dove abbiamo raccolto meno di quanto il campo avesse dimostrato. Se tirassimo una riga alla fine del girone di andata sarebbe evidente che avremmo superando i traguardi posti ad agosto, diciamo che stiamo vincendo alla grande il nostro scudetto.

Allora parliamo dell’obiettivo del girone di ritorno:

Chiaramente vorremmo ripetere quanto abbiamo fatto nel girone di andata che con i tre punti persi a tavolino saremmo stati a ridosso delle primissime. Certo, in questa fase iniziano ad essere determinanti una serie di fattori che nelle prime partite impattano meno come le squalifiche, gli infortuni e la stanchezza. Per esempio sono convinto che contro il Lido, con Emer in campo e Salustri in panchina sarebbe stata un’altra partita. Soprattutto quando manca l’allenatore è come quando a scuola manca il professore titolare, puoi inviare anche uno scienziato a fare supplenza ma la classe diventa subito indisciplinata.

Per cui uno degli obiettivi sarà di evitare sanzioni disciplinari senza senso, di qualsiasi tipo, sia in campo che in tribuna. Il campionato è molto equilibrato ed è indispensabile curare ogni dettaglio che ci consenta di giocare sempre al meglio, non si può regalare nulla, soprattutto se il regalo si chiama Rodrigo Emer.

Ufficio Stampa Mirafin

UNDER 17:BRUTTA SCONFITTA CON LA FIDALEO

La squadra di Mister Gorga viene sconfitta a Fondi per 5-1. La Mirafin si allontana dai play off pur rimanendo in corsa per conquistare uno dei posti disponibili. La sconfitta di sabato è frutto di una prestazione non all’altezza delle previsioni previste, ma anche delle assenze pesanti per infortunio di Rocchi e Manna e con un rientrante Golino non al meglio della condizione. La rete dei rossoblu la sigla Del Principe. La prossima settimana la 12^ giornata vede la Mirafin confrontarsi con una diretta concorrente tra le mura amiche, la Cioli Ariccia ed è vietato commettere altri passi falsi e con la speranza di recuperare la condizione fisica di alcuni elementi, che possano dare al meglio il loro contributo. Mister Gorga non cerca alibi: siamo stati condizionati da defezioni che in questo momento delicato ci hanno penalizzato, ma sabato non voglio sentir parlare di assenze, dobbiamo giocare contro le avversità, chi scende in campo deve dare sempre il massimo.

Ufficio Stampa Mirafin

PER LA MIRAFIN VINCERE E’ UN MIRAGGIO

La Mirafin non sa più vincere, nelle ultime cinque gare tre pareggi e due sconfitte. La settimana di riflessione invocata da De Cicco in una intervista recentemente rilasciata ad Anteprimacalcioa5 non ha prodotto il risultato sperato: quello di conquistare i tre punti. Rispetto alla gara di sette giorni prima si sono visti dei miglioramenti,  la squadra di Salustri ha creato tanto ma concretizzato poco le occasioni da rete che sono state tante. Ne citiamo alcune per dovere di cronaca cominciando dalla rete iniziale di Rengifo al 1’29” su azione personale, il pivot rossoblu è abile nel girarsi ed insaccare alle spalle di Tomaino. La Mirafin spreca tanto, Gioia calcia da buona posizione ma il portiere riesce a salvare, Emer in diagonale manda di pochi centimetri a lato, Rengifo su assist di Emer non riesce a trovare la rete spedendo sopra la traversa una facile occasione. Nel secondo tempo al 4’21” arriva il pari di Fantini su una disattenzione della difesa, ma prima era stato ancora Rengifo a divorarsi il raddoppio non inquadrando la porta da posizione favorevole, cosi anche Nuninho iscrive nel tabellino delle occasioni perse mandando di poco a lato. Però il gol è nell’aria, fantastica l’azione che porta in vantaggio la Mirafin, la costruisce Emer con una ripartenza sull’out di sinistra che in velocità brucia il diretto marcatore e serve un pallone teso rasoterra in mezzo all’area dove Moreira calcia di prima intenzione per il meritato 2-1. E’ il momento di mettere la freccia, ma gli uomini rossoblu ancora una volta mancano di precisione sotto porta e non riescono a mettere il risultato al sicuro. Mister Pozzi gioca la carta portiere di movimento e viene premiato a un minuto dal termine con Signori che scaglia un tiro dove Mazzuca nulla può fare. Gioia a fine gara: se si sbagliano troppi gol tenendo il risultato in bilico alla lunga gli errori si pagano a caro prezzo.

Ufficio Stampa Mirafin

PER SALUSTRI E’ UNA STAGIONE DA SETTE

Un allenatore che arriva al top, smette, ha la forza di ricominciare da zero, vince tutto il possibile e torna ad assaporare il calcio a 5 che conta…non si incontra tutti i giorni. Si, ci dice mister Salustri, ho ricominciato dalla serie D, in uno dei tanti campi di periferia, potevo prendere scorciatoie più facili ma ho voluto rimettermi in discussione, capire se fossi veramente in grado di tornare competitivo a distanza di anni, ho dimenticato le 250 o più panchine di serie A ed ho iniziato un nuovo percorso. Un bel coraggio, dalle finali al Foro Italico ad allenarsi sotto la pioggia: Anche al Foro Italico c’era un bel tetto di stelle, però condiviso con le oltre 5.000 persone che riempivano tutte le sere le tribune. Scherzi a parte il passato ci dice chi siamo stati ma non ci garantisce chi possiamo essere domani. Lo sport cambia, si evolve, le metodologie di allenamento si perfezionano sempre di più, pensare di riproporsi a distanza di anni con le stesse idee è impensabile. Mister, ma è certo che cambiare significa sempre fare dei passi in avanti: Alcune squadre ed alcuni giocatori del passato sono usciti dai campi per entrare nella leggenda e nessuno potrà mai disconoscere quanto ci hanno lasciato, anche in termini di nostalgia. Però è inconfutabile come il calcio a 5 sia cambiato nel corso degli anni, non obbligatoriamente in meglio, ma senz’altro ha accentuato alcune specificità tecniche, rivisitato le metodologie per preparare gli atleti, diverse sono le superfici di gioco, sono mutate perfino delle regole. Mister, tu hai portato tanti calciatori sui campi di ‘calcetto’, oggi sarebbe ancora possibile: Quando si parlava di calcetto praticamente tutti erano anche calciatori di livello medio-alto, era usuale vedere giocatori provenienti dal professionismo del calcio a 11. Oggi cerchiamo di acquisire ragazzi giovani che provengono da settori giovanili importanti, ritengo che il calcio a 11 abbia sacrificato la tecnica a favore della fisicità, per questo trovare giocatori che abbiano le caratteristiche per passare al calcio a 5 è più difficile. Sui giovani troviamo una base atletica ottima per poter lavorare, ed hanno più facilità di apprendimento. Parliamo di Mirafin, che voto daresti al girone di andata: Purtroppo io non riesco a scendere in campo anche per una sola partita con l’idea di non poter vincere. In società ad inizio stagione mi avevano chiesto di mantenere la categoria possibilmente senza troppo stress. Sotto questo punto di vista per il momento ci meritiamo un bel 7, per il mio modo di intendere lo sport direi un bel 5. Sono convinto che possiamo fare di più, pur consapevole che con alcune squadre un gap tecnico ci sia. Ma cercare di vincere contro squadre più forti è quello che maggiormente mi piace ed è per questo che non tollero le partite come quelle di sabato scorso contro il Lido. Mister, sbaglio o il capitano ha spento 41 candeline: Ne ha messe meno sulla torta perché oramai non avrebbe avuto la forza di spegnerle tutte! Ma Marcelo Moreira è uno di quei campioni di cui sembra abbiano buttato lo stampo, di quelli che un giorno ti faranno rimpiangere il passato, ma questo giorno è ancora lontano. Come tutti i campioni veri, Marcelo continua ad imparare e probabilmente questo gli consentirà di allungare la carriera, magari in un altro ruolo. (ndr. Giocherà in porta?)

Paolo Petruzzi – Mirafin Uff. Marketing & Comunicazione ​

LA MIRAFIN REGALA I TRE PUNTI AI LIDENSI


Una prestazione da dimenticare è in fretta, la squadra di Salustri contro il Lido è stata negativa sotto tutti i punti di vista. Non ci sono attenuanti malgrado si giocasse contro la seconda in classifica. Eppure i rossoblu sono andati a concludere verso la porta avversaria più dei Lidensi, ma hanno trovato davanti un giovane portiere Cerulli che si è mostrato un autentico incubo per la Mirafin, ma quello che più risalta agli occhi è l’approccio alla gara che gli uomini di Salustri non hanno saputo gestire. Di chi la colpa? Non di un solo giocatore o dello staff, ma degli interpreti in campo. La Mirafin sembra iniziare bene l’incontro ma alla prima vera occasione dei padroni di casa ci si mette anche la sfortuna ed al 6′ Gioia devia nella propria porta. Basta aspettare un olo minuto per il raddoppio di Cutrupi. Moreira e compagni provano a rispondere con Rengifo, Nuninho e Gioia ma davanti a loro Cerulli si dimostra insuperabile. Nel finale di tempo arriva il 3-0 sempre con Cutrupi. Nella ripresa il nuovo acquisto Joca Santos sembra dare più vigoria alle azioni offensive, si mostra abile nel saltare l’uomo andando anche a concludere nel tentativo di riaprire la gara forse già compromessa. A riaprirla ci pensa Nuninho che ben piazzato sul secondo palo sfrutta l’assist di De Cicco. Al 12′ nell’incertezza generale Gattarelli taglia definitivamente le gambe alla Mirafin siglando il 4-1 riportando il Lido in zona di sicurezza. Mister Mirra si gioca il tutto per tutto inserendo il portiere di movimento, mettendo un po di apprensione nella retroguardia avversaria ma ancora Cerulli è insuperabile. Quando ormai la partita non ha più nulla da chiedere a 37” dal termine arriva il 5-1 con jorginho. Dalla tribuna Emer: questa è stata la sconfitta di tutti anche per colpa mia costretto a saltare la gara per squalifica, dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare per non offrire più prestazioni di questo genere.

Ufficio Stampa Mirafin

LA MIRAFIN PRESENTA JOCA SANTOS

Sembra un’esortazione, di quelle che spesso gli allenatori urlano, di quelle che i giocatori suggeriscono a qualche compagno distratto, invece è l’ultimo acquisto di una mercato invernale che la Mirafin ha condotto senza colpi eclatanti, ma con molta attenzione ai contenuti più che ai nomi. Ne parliamo con il presidente di ‘campo’ Armando Mirra: Innanzitutto debbo dire che Joca è solo un ‘apelido’ ma assolutamente indispensabile per sostituire un impronunciabile Carlos Jorge Trancoso Silva Santos. Si tratta di un ragazzo giovane, del 1997, ma con esperienza pluriennale nel futsal portoghese che conta. Possiamo dire che si tratta di una chicca scovata da Bianchi che conosce perfettamente il campionato portoghese, volevamo un’ala veloce, che potesse dare qualcosa in più alla squadra nelle ripartenze, credo che abbiamo trovato quanto stavamo cercando. Il ragazzo è appena arrivato, pensi che sarà in condizione di dare subito un contributo alla squadra: Joca si è presentato in buone condizioni fisiche, è stato preso subito sotto l’ala protettrice del suo connazionale Nuninho e debbo dire che ci ha sorpreso la rapidità con cui si è calato nella nostra realtà, con quale rapidità ha acquisito la fiducia dei compagni. Chiaramente avrà bisogno di tempo per far propri i meccanismi del sistema di gioco che pratichiamo, ma anche sotto questo punto di vista è evidente che si tratti di un ragazzo molto evoluto dal punto di vista tattico, considerando tra l’altro la sua giovane età. Joca si aggiunge a De Cicco, soddisfatto del mercato di ‘riparazione’: Siamo abituati ad integrare la rosa solo se troviamo dei profili di giocatore in linea con la filosofia Mirafin ed esclusivamente se mister Salustri pensa che possano apportare un valore aggiunto. De Cicco è un ragazzo che seguivamo da tempo, si è presentata l’occasione e lo abbiamo portato a casa. In una condizione non ottimale ha già dimostrato di poter giocare in questa categoria da protagonista, integra bene le caratteristiche di Marcelo tanto che il mister spesso li impiega anche insieme. Joca ci ha sorpreso per la personalità con la quale è entrato subito a far parte di squadra e spogliatoio. Non vorrei sbilanciarmi ma credo che ci farà divertire. Obiettivi cambiati post mercato invernale: Molte squadre si sono rinforzate con giocatori anche di categoria superiore, noi continueremo con il nostro campionato partita su partita per mantenere, possibilmente senza grandi affanni, la categoria. C’è grande equilibrio nel nostro girone, le prime non vincono facile su nessun campo ed anche noi non sfuggiamo a questa che sembra una regola. La distanza dai play off non è molta ma se ci giriamo dietro vediamo che non c’è una grande distanza neanche dalle zone calde. Sono comunque tranquillo, alcuni risultati potevano essere diversi, non siamo stati fortunati in alcuni episodi ma le prestazioni rimangono, la squadra è compatta e sta esprimendo un buon calcio a 5, questo è il motivo che mi fa essere ottimista, fino alla fine diremo la nostra su qualsiasi campo.

Ufficio Stampa Mirafin

MIRAFIN:NON BASTA UNA GRANDE PRESTAZIONE

Se la Mirafin gioca male, non ha scampo: perde o pareggia. Se invece, come spesso accade, fa una grandissima partita viene fermata da episodi che definire discutibili o sfortunati appare assolutamente riduttivo. Partiamo da questo punto, contro una grande Tombesi la buona sorte non accompagna la squadra di Salustri ma, soprattutto, sono i direttori di gara che dimostrano una condizione di forma approssimativa adottando una serie di decisioni  poco comprensibili che raggiungono l’apoteosi con un rigore solare non concesso a Nuninho, in un momento della gara in cui poteva essere decisivo. Peraltro, il giocatore della Mirafin, uno dei migliori in campo fino a quel momento, era costretto ad uscire dal campo a seguito del fallo subito per non rientrare più. La prestazione della squadra di Salustri è di alto livello. Nei due minuti iniziali,però, la Mirafin appare intimorita dalla capolista e subisce la rete degli Abruzzesi con un tiro non irresistibile di Silveira che passa tra una selva di gambe per poi sorprendere Mazzuca. I rossoblu da qui in poi cominciano la gara con la voglia e determinazione di fare bottino pieno, al 4′ Djelveh impegna severamente Mambella. Moreira e compagni tengono bene il campo e sfiorano a più riprese la rete, che arriva al 10′ con un bolide di Rengifo servito da Emer. La Mirafin insiste ed è Gioia con un gran tiro a colpire il palo al 14′. La Mirafin non rischia nulla, anzi costringe Mister Ricci ad inserire il portiere di movimento negli ultimi quattro minuti per allentare la pressione e per evitare di prendere il fallo che avrebbe portato gli uomini di Salustri al tiro libero. La ripresa inizia con una grande occasione per gli ospiti con Silveira, ma la Mirafin è ancora più agguerrita ed inizia a cercare con maggior convinzione la via della rete. Prima Emer e dopo Rengifo per un nulla non portano in vantaggio la propria squadra. Il vantaggio si concretizza all’ 11′ quando De Cicco vede libero sul lato destro Djelveh che calcia di prima intenzione insaccando alle spalle di Mambella per il 2-1. Gli ospiti cominciano a spingere sull’acceleratore, e qui sale in cattedra Mazzuca negando il pari prima a Renan e poco dopo a Peric in una doppia parata. Al 13′ arriva il rocambolesco pareggio della Tombesi: un tiro innocuo dalla distanza si trasforma in un’assurda carambola che finisce sulla spalla di Rengifo e diventa un pallonetto imprendibile per Mazzuca. Dopo l’episodio del rigore non concesso a Nuninho gli uomini di Salustri non si scompongono continuando a giocare come se la prima in classifica fosse la Mirafin, che avrebbe meritato di gran lunga i tre punti. Tra sfortuna e decisioni arbitrali e un periodo non fortunato. Rengifo a fine gara: il pareggio ci sta stretto, abbiamo tenuto testa e in gran parte della gara siamo stati superiori contro una squadra la Tombesi fortissima.

Ufficio Stampa Mirafin