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MIRAFIN:MAURIZIO SALUSTRI ANCORA AL COMANDO

Qualche voce era circolata, il ritardo dell’annuncio della conferma aveva alimentato ipotesi più o meno fantasiose, nel week end in cui il patron Mirra ha subito il ‘tradimeto’ di Sarri alla Juve non ne è arrivato un altro, Mister Salustri ha detto si cancellando ogni dubbio. Mister, allora nulla di vero su un possibile cambio di panchina: In Mirafin si lavora sulle certezze, il presidente prima di prendere un impegno effettua tutte le verifiche necessarie ed io ero in attesa che mi facesse sapere quale potesse essere un’ipotetica rosa del prossimo anno. Nel frattempo, come sempre accade in questo periodo, c’è stato più di qualche colloquio informativo, ma il presidente Mirra sapeva della mia disponibilità a continuare laddove avesse confermato i giocatori a mio avviso indispensabili per poter lavorare come piace a me. Nel momento in cui tale conferma è arrivata sono caduti tutti i veti, per me la Mirafin era la prima scelta e la società ha dimostrato pari apprezzamento. Però alcune partenze eccellenti sembrerebbero esserci: Ripeto, la società ha dato seguito alle mie indicazioni, i giocatori da me indicati come prime scelte hanno raggiunto un accordo di massima, c’è da dire che fino all’apertura dei tesseramenti non possiamo parlare di certezze, ma se una stretta di mano ha ancora un minimo di valore, dovremmo essere tranquilli. Comunque sarà necessario intervenire sul mercato e potrebbe essere già un po’ tardi: Ho l’età ed una carriera che mi obbliga a trovare stimoli per poter continuare con l’usuale professionalità e dedizione. Condurre una squadra di altissimo profilo dove l’allenatore può anche ‘leggere il giornale’ in panchina non è un mio obiettivo, a me piace allenare dove posso portare un valore aggiunto, preferisco lavorare per affondare le corazzate molto più che guidarle. La società sta vagliando alcuni profili anche su mia indicazione, senz’altro non saranno le bombe di mercato che stiamo leggendo in questi giorni ma saranno i giocatori funzionali al nostro progetto tecnico. Sono convinto che in ogni caso la squadra sarà altamente competitiva. C’è stata qualche uscita anche tra i dirigenti della Mirafin: Prima ancora dei giocatori, ho chiesto garanzie sullo staff tecnico e sui dirigenti che mi dovranno accompagnare nella prossima stagione. Anche in questo caso mi posso ritenere soddisfatto, non voglio anticipare nulla ma i nomi giusti ci sono tutti. Cambierà qualche ruolo e ci sarà un ulteriore aumento dell’attenzione sulle giovanili che dovranno effettivamente, e non solo a parole, diventare il vero serbatoio a cui attingere per la prima squadra. Obiettivi: Sono convinto che a prescindere da come completeremo l’organico, sarà determinante l’apporto che daranno i giovani cresciuti in Mirafin. Tutte le squadre avranno 5/6 giocatori di grande livello, se questi ragazzi riusciranno a dare quello che in pectore hanno, vorrà dire che noi avremmo due quintetti di qualità e questo non tutti se lo potranno permettere. Lo scorso anno siete arrivati a ridosso dei play off giocando per la salvezza, quest’anno? Stesso discorso, ma quest’anno dobbiamo fare meglio, se non ci fosse la possibilità non sarei in Mirafin ed invece sono rimasto, ed anche con grande convinzione.

Ufficio Stampa Mirafin

IL D.S. BIANCHI,NUNINHO,JOCA E PICCIRILLI SALUTANO LA MIRAFIN

Ad inizio settimana la cena di fine stagione, a fine settimana parte la nuova stagione. La Mirafin lavora in questo modo, passo dopo passo, sempre in linea con i principi della famiglia Mirra. Le prime novità riguardano i saluti di Maurizio Bianchi e di alcuni giocatori legati da profonda stima ed amicizia con il DS quali Nuninho, Piccirilli e Joca. Ne parliamo con Armando Mirra, vicepresidente della Mirafin: Bianchi è un professionista a 360 gradi, con economie contenute ha allestito una rosa che ci ha consentito di competere con tutti e di sfiorare i play off, ma la distanza di quasi 150 km. dal campo di allenamento non gli ha consentito di vivere la squadra come lui avrebbe voluto. A noi dispiace molto della sua scelta ma capiamo anche le sue ragioni. Non abbiamo bisogno di augurargli le migliori fortune perché siamo certi che Maurizio continuerà a mietere successi nel futsal nazionale e non solo. Insieme a Bianchi vanno via anche dei giocatori importanti: Vorrei precisare che il saluto a Nuninho, Joca e Piccirilli non è legato all’uscita di Bianchi. In questo momento abbiamo altre priorità e non siamo nella condizione di garantire da subito la conferma di tutta la rosa, in particolare di giocatori che dobbiamo considerare ‘fuori sede’ e che hanno molto mercato. Ci è sembrato giusto consentire loro di vagliare tutte le offerte che sicuramente gli arriveranno, peraltro non è escluso che tra qualche tempo si possa riaprire anche un discorso con la Mirafin. Armando, spiegaci meglio, quali sono le attuali priorità: Oramai lo sanno tutti e posso sembrare ripetitivo. In Mirafin prima si verificano le possibilità economiche, verificato il budget si parla con l’allenatore, si definiscono puntualmente persone e responsabilità ed infine si pensa ai giocatori. Attualmente stiamo parlando con gli sponsor e con Salustri, laddove riuscissimo ad avere l’ok del mister, come noi tutti auspichiamo, insieme a lui metteremo giù la lista della spesa. Ridimensionamento in vista? No, solo professionalità. Ci piace vivere di certezze e non di speranze. Non possiamo e soprattutto non vogliamo allestire una squadra con nomi roboanti, con colpi ad effetto, preferiamo investire sulle competenze tecniche e sul lavoro per centrare l’obiettivo che già da ora vi posso dire che sarà quello di migliorarci. Per questo il primo obiettivo è Salustri, per il resto c’è tempo.

Pietro Scannella

Ufficio Stampa Mirafin

GRAZIANO GIOIA,UN CAMPIONE SENZA TEMPO

Un campione sa quando arriva la fatidica ora di appendere quelle care scarpette al chiodo. Ci pensa su, riavvolge il nastro di una carriera semplicemente straordinaria, vuole scrivere i titoli di coda a petto in fuori, perché sa bene che il suo nome non terminerà con la sua carriera, resterà scalfito nella memoria di tutti gli appassionati della disciplina sportiva con il pallone a rimbalzo controllato e, soprattutto, in quel grande libro chiamato: storia del futsal. L’INDISCREZIONE per una volta c’entra poco o niente con il futsalmercato, perché Graziano Gioia sta pensando veramente di dire stop con il calcio a 5 giocato. D’altronde ne ha vissute talmente tante in 42 anni vita, più della metà trascorsi in quel calcio a 5 dove ha sventolato due volte il tricolore (uno con la Lazio, l’altro con il Perugia), messo in bacheca due Coppe Italia e una Supercoppa, partecipato alla finale dell’European Champions Tournament persa dai capitolini contro la Dina Mosca del compianto Erëmenko. E vestito la maglia della Nazionale. Uno dei esempi di come un italiano non ha nulla da invidiare a un brasiliano. La Lazio lo ha accompagnato in molte sue sfaccettature, dalla prima a quella targata Colleferro, passando per quella di Chilelli. Roma e Magione, Palestrina, Eur e Palombara, Lido di Ostia e Mirafin nel suo (recente) passato. Chi lo ha visto giocare sin dal principio dice che è sempre stato un difensore arcigno, tanto grintoso quanto carismatico. Un leader fuori e dentro il campo. Un giocatorone, quelli che oggi chiamano top player. Chissà se la nostalgia sarà talmente canaglia da provocargli un ripensamento. Chissà se diventerà un allenatore, coi fiocchi, sarebbe sicuramente una degna conclusione per un naturale nuovo inizio. Chissà. D’altronde un campione, solo lui, sa quando fermarsi. 

Pietro Santercole Fonte Calcio a 5 Live

IL PRESIDENTE MIRRA:GRAZIE DI CUORE A TUTTI

Nella sede non ufficiale della Mirafin, il noto ristorante in Ardea ‘La Vecchia Locanda’, il presidente Raffaele Mirra ha voluto salutare tut i collaboratori più vicini nonché i giocatori che hanno partecipato alla prima stagione in A2. Di solito si tratta del momento dei ringraziamenti sempre e comunque, anche quando gli obiettivi erano altri, anche quando il rammarico di quanto si è lasciato per strada è superiore a quanto si è raccolto. Per il presidente Mirra non è stato così, per chi lo conosce sa che non sarebbe capace di manifestare sentimenti che non vengano dal cuore, i ringraziamenti e gli attestati di stima sono stati veri come l’uomo che li ha pronunciati, spesso anche sottolineati da un’evidente emozione. Per me è un sogno parlare oggi di aver sfiorato i play off, ha detto il presidente. Siamo tut dispiaciuti di essere stati vicino al traguardo e di aver mancato l’ultimo scatto, ma siamo altrettanto consapevoli di aver disputato un’otma stagione, oltre le aspettative di chiunque avesse valutato con sapienza le nostre potenzialità ai nastri di partenza. Parole di elogio a tutto lo staff tecnico e dirigenziale, con una particolare attenzione a mister Salustri, il condottiero delle due promozioni in tre anni: spendere parole per il mister credo sia superfluo, inizia così patron Mirra, i risultati sono gli occhi di tut, il percorso con il quale sono stati ottenuti anche. Non penso ci siano tanti allenatori capaci di coniugare divertimento e risultati come Salustri, un motivatore, un grande tecnico, un ottimo manager e, soprattutto, un amico. Un elogio lo devo dedicare anche a mio figlio Armando, quest’anno gli avevo dato l’obiettivo sfidante ed ambizioso di ricoprire il triplo ruolo di allenatore della under 19, di coach assistant di Salustri nonché di Vicepresidente per coadiuvarmi in tutte le decisioni strategiche. Ero convinto che potesse darmi delle ottime risposte e non sono stato deluso. Se gli dovessi dare un voto gli darei un bel 10 e tenuto conto che tutto è perfettibile, l’anno prossimo mi aspetto la lode. Mi dispiace che alcuni ragazzi siano già partiti, prosegue il presidente, e che alcuni non abbiano finito la stagione con noi, ma per me è come se anche loro fossero qui con noi oggi ed i ringraziamenti vanno anche a loro. Un abbraccio forte, un grazie speciale ed un arrivederci mi sento di dedicarlo a Graziano Gioia che fino all’ultimo giorno ha dato tutto per questa squadra ed è stato un esempio di professionista per i più giovani. Oggi ha deciso di smettere con il calcio a 5 giocato e lo fa come i grandi campioni prima di iniziare la fatale china discendente. Veramente grazie ed in bocca al lupo. L’ho avuto come avversario per una vita, prosegue il DG Paolo Petruzzi, per questo sono felice che almeno questi ultimi anni siano stati percorsi insieme. Graziano ha scritto pagine indelebili del calcio a 5, quelle che ti fanno uscire dalla storia per entrare nella leggenda. Lo scudetto vinto con il Perugia a gara 3 contro la Roma, credo sia un qualcosa di unico, paragonabile solo a quanto ci ha fatto vedere il Leicester nel calcio a 11.Hai giocato quest’ultima stagione con il numero 8 per dedicarla ad uno dei giocatori più forti di sempre, tuo compagno di squadra proprio nel Perugia, che corrisponde al nome di Danilo. Sono certo che Danilo apprezzerà la dedica di un grande campione. Nulla è trapelato sulla nuova stagione, la storia ci dice che quando la Mirafin effettua il cambio di categoria ha un anno di ambientamento mentre la seconda stagione inizia ad avere ambizioni di vertice, ‘ dopotutto, domani è un altro giorno’ è sembrato dire il presidente con citazione cinematografica…to be continued!!!

Pietro Scannella Addetto Stampa Mirafin

UNDER 17: NELL’ULTIMA GARA TRE PUNTI E OTTAVO POSTO IN CLASSIFICA

Nell’ultima gara del campionato la squadra di Mister Gorga supera il Meeting per 8-1. La partita non aveva nulla da chiedere per le due formazioni, con il solo fatto che la Mirafin conquistava l’ottava posizione ai danni del Frosinone sconfitto per 5-1. Una magra consolazione per Golino e compagni, dove a metà stagione la squadra pregustava i play off. Per varie vicissitudini quali infortuni dei vari Rocchi, Golino, Del Principe e Martinelli, la squadra perdeva motivazioni e punti per strada facendo un passo indietro e non avendo più la possibilità di recuperare i punti persi. Questo è il rammarico più grande di questa stagione sfortunata, e Mister Gorga comunque ha fatto tutto il possibile per ribaltare le sorti di una stagione che si era messa nel verso sbagliato. Gorga: avevamo pregustato un certo languorino e ci credevamo, ma la fortuna ci ha girato contro, la nostra crescita è stata importante e siamo pronti a ripartire per dire la nostra. Soddisfatto il Presidente Mirra: non posso rimproverare nulla a questo gruppo, anzi devo fare i complimenti, durante la stagione ci hanno fatto sognare.

Ufficio Stampa Mirafin

A ORTONA ESORDIO DEL CLASSE 2003 ROCCHI LORENZO

La partita di Ortona per la classifica valeva poco, ma le squadre hanno onorato il match come solo le grandi sanno fare. Gli Abruzzesi ormai certi dei play off mentre i rossoblu volevano confermare l’ottima stagione,dimostrando ancora una volta di poter giocare alla pari con le corazzate del girone. La squadra di Salustri inizia alla grande e con un primo tempo sontuoso mette quasi al sicuro il risultato andando all’intervallo avanti per  tre reti a zero. Due assist di Nuninho consentono ad Emer la doppietta personale, mentre il 3-0 è firmato da Djelveh su suggerimento di Moreira. Nella ripresa sono i padroni di casa a partire forte riuscendo ad accorciare le distanze dopo solo ventisei secondi con Di Risio. La Mirafin rimane comunque nel totale controllo della gara, anche grazie a Martinelli autore di due interventi prodigiosi a difesa della propria porta. Nel frattempo Emer al 3′ trova il tempo per scheggiare la traversa, ed un minuto più tardi lo stesso Emer restituisce il favore a Nuninho che insacca alle spalle del portiere Di Rienzo con una giocata di gran classe. Sul 4-1 la gara diventa una passerella per la squadra di Mister Salustri che ricorre a turno ai ragazzi più giovani. Fioravanti, Picchi, Martinelli e Benasciuti non sfigurano di fronte ai campioni dell’Ortona, così come Lorenzo Rocchi che con i suoi 15 anni diventa il più giovane del vivaio Mirafin ad esordire in un campionato nazionale. Una giornata di festa per la squadra del patron Mirra, sempre presente in tribuna con famiglia al seguito, mentre per l’Ortona un buon test in vista dei play off. A fine gara baci e abbracci per tutti in casa Mirafin con la consapevolezza di aver fatto il massimo in questa stagione, ma anche con qualche rammarico per diversi episodi non proprio fortunati che hanno reso più difficile la corsa ai play off. Con un anno di esperienza in più, l’assalto alla massima serie sarà l’obiettivo della prossima stagione. Il 2003 Lorenzo Rocchi nel post gara: è stata per me un’emozione indescrivibile, un sogno, ma adesso torno nella mia categoria per continuare il percorso di crescita. Il Presidente Mirra: vedere in campo i giovani del nostro vivaio è per me un motivo di orgoglio, bisogna puntare su di loro, la crescita di una società passa anche da questo.

Ufficio Stampa Mirafin

100 VOLTE DJELVEH, MA LA MIRAFIN PERDE

La Mirafin esce definitivamente dalla lotta play off con la sconfitta contro l’Aniene per 6-4.  Il prologo di giornata è dedicato a Djelveh che viene premiato con una maglia celebrativa consegnata dal Presidente Mirra per le 100 presenze con questa società. A fine gara Djelveh ci dice: avrei voluto festeggiare questo traguardo con una vittoria, pazienza, vorrà dire che ritenterò il giorno della duecentesima. Tornando alla partita, dobbiamo evidenziare che la Mirafin ha offerto ai suoi tifosi un’ ottima prestazione, malgrado le assenze di Mazzuca e Moreira, e per lunghi tratti della gara ha condotto il gioco con disinvoltura. L’unico risultato per i rossoblu è vincere ed i Pometini ci provano subito ad indirizzare la gara nel verso giusto, Gioia colpisce la traversa al 2′, mentre al 3’29” Nuninho porta in vantaggio i suoi. La squadra di Salustri impone un ritmo infernale mettendo in grande difficoltà l’Aniene, fino ad arrivare al raddoppio con Nuninho abile a chiudere sul secondo palo un assist di Gioia. L’Aniene sotto per 2-0 esce dal guscio e Sanna, inspiegabilmente lasciato solo dalla difesa di casa, accorcia le distanze, mentre è Douglas, al 16′, a ristabilire la parità al termine di un’azione confusa. La Mirafin inizia ad essere meno lucida ma continua a cercare la rete con tutte le forze impegnando severamente Di Ponto con Gioia e Rengifo. Al minuto 18′ però viene concesso agli ospiti un rigore dubbio per un presunto fallo di mano di Rengifo, Sanna dal dischetto non si fa pregare e per la prima volta porta in vantaggio i suoi.  Prima del riposo, la Mirafin confeziona un’azione da manuale conclusa con un tiro in corsa di Nuninho che fa saltare in piedi la tribuna ma che finisce a lato di un soffio. Nella ripresa la Mirafin sotto per 3-2 cerca subito di recuperare, e ci riesce dopo solo un minuto grazie a Gioia che indovina l’angolo basso alla sinistra del portiere. La partita diventa troppo fallosa, una bagarre nella quale Batata si trova a proprio agio ed al 7′ ne approfitta per siglare il 4-3 dell’Aniene. All’8′ Joca Santos non è fortunato, tira dai sei metri a botta sicura ma centra Di Ponto, sulla respinta il folletto della Mirafin calcia a portiere battuto ma centra l’incrocio dei pali. Da qui in poi le assenze si fanno pesanti perchè prima è Gioia che deve uscire dal campo con una caviglia gonfia senza avere la possibilità di rientrare  e, qualche minuto dopo, tocca a Rengifo ad uscire dal campo dopo un contrasto che fa temere il peggio. Il giocatore venezuelano viene subito soccorso dallo staff medico e successivamente condotto immediatamente ad effettuare i necessari esami strumentali che non evidenziano le temute fratture. Malgrado tutto ciò e’ una Mirafin battagliera che non si arrende mai, arriva a calciare anche il tiro libero che vorrebbe significare pareggio ma De Filippis, entrato a difendere i pali per l’occasione, para e sulla ripartenza è Medici a siglare la rete del 3-5. Al 10′ grande azione di Djelveh che serve sul secondo palo Emer per accorciare le distanze. Fioravanti ha l’occasione per pareggiare i conti ma l’ultimo acuto è di Sanna lesto a spedire in rete una ribattuta di Martinelli. La Mirafin tenta la carta del portiere di movimento, cerca anche di ricorrere a forze fresche inserendo in campo Morale, ma la partita è oramai segnata e l’Aniene si porta a casa i 3 punti. Martinelli a fine gara: abbiamo fornito una buona prestazione, ma perdere due giocatori nel momento cruciale della gara ci ha penalizzato oltre misura, siamo contenti della stagione che abbiamo fatto, ora chiudiamo in bellezza ad Ortona.

Ufficio Stampa Mirafin

A CEFALU’ BATTUTA D’ARRESTO IMMERITATA



La terzultima giornata del campionato per la Mirafin non è stata proficua sul piano del risultato. I rossoblu vengono sconfitti per 3-2 a Cefalu’ ma la squadra del patron Mirra poteva tornare a casa almeno con un punto. La Mirafin ha dimostrato di meritare la posizione di classifica e questa sconfitta risulta particolarmente amara valutando la prestazione sul piano del gioco. La squadra di Salustri ha pagato oltre il dovuto alcuni episodi sfavorevoli, senza considerare una conduzione di gara che ancora una volta non può essere considerata indolore, soprattutto considerando alcune decisioni nei momenti clou del match. Nella prima parte la partita è stata nel totale equilibrio, due le occasioni per i padroni di casa, mentre la Mirafin non stava a guardare. A sbloccare il risultato sono i Siciliani con Fabinho dopo due minuti, mentre la Mirafin ci prova più volte con Gioia e Moreira fino a trovare la rete all’8′ con Rengifo.Gioia s’incarica di battere una punizione con uno schema che consente di liberare il Venezuelano, pronto a depositare il pallone sull’angolo opposto per il pareggio. Nella ripresa i due portieri si rendono protagonisti di qualche intervento salva risultato, mentre sono le decisioni arbitrali a convincere poco. Il nuovo vantaggio dei padroni di casa è conseguenza di un fallo su Rengifo che viene invertito dai direttori di gara con tanto di giallo. Lopez si incarica della battuta e fa centro per il 2-1. Lo svantaggio dura poco, con una azione corale Moreira porge a Nuninho il pallone che deve solo spingere in rete. La squadra di casa gioca la carta del portiere di movimento ed a due minuti dal termine Teixeira riesce a trovare il varco giusto per trafiggere Mazzuca. L’indisponenza degli arbitri inducono Nuninho e Moreira a finire sul taccuino dei cattivi mentre per il Cefalu’ e’ il solo Guerra ad essere ammonito. Il preparatore atletico Giambelluca: abbiamo fatto un’ottima gara, avremmo meritato di più per quello che si è visto in campo, non mi è piaciuta la conduzione dei direttori di gara.

Ufficio Stampa Mirafin

DJELVEH,UN UOMO PER TUTTE LE STAGIONI

C’è chi gioca per il colpo ad effetto, chi per lo spettacolo, molti trovano soddisfazione nel saltare l’uomo o nel fare un tunnel, magari di spalle utilizzando la suola, i pivot sono maestri nel ‘coprire’ la palla e ‘trovare’ la porta o lo ‘scarico’ vincente, qualcuno ‘pressa’ con ferocia, poi c’è lui: Dariush Djelveh. Forse non eccelle in nessuna delle capacità citate, senz’altro un occhio poco attento potrebbe essere maggiormente attratto da altri giocatori, ma se vuoi costruire una squadra per vincere lui non può mancare, lo ha già fatto con la Futsal Isola, con la Mirafin è stato protagonista dell’approdo in serie A2 siglando anche reti molto importanti…. ed il meglio deve ancora venire. Dariush, parlaci della stagione che sta volgendo al termine: Annata sicuramente positiva, ci dice l’universale della Mirafin, sia per quanto mi riguarda e, soprattutto, per quanto riguarda la squadra. A settembre eravamo consapevoli di dover lottare per mantenere la categoria, oggi, a tre giornate dalla fine, possiamo ancora parlare di play off anche se il calendario non ci aiuta, ma se tante volte il giudice sportivo ci dovesse ridare 3 punti guadagnati sul campo con il Ciampino, le possibilità inizierebbero a diventare interessanti. Dariush, le tue prestazioni evidenziano che anno dopo anno stai acquisendo sempre più padronanza dei tuoi mezzi: Sono cresciuto nel calcio a 5 ed ho avuto la fortuna di essere allenato da mister che definirei dei veri e propri maestri. Fausto Curti è stato il primo a credere in me schierandomi giovanissimo in serie B, ma credo che la mia maturazione sia iniziata alla ‘Futsal Isola’ sotto la guida di un grande quale è Ciccio Angelini. Al primo anno perdemmo la finale play off contro una corazzata quale era l’Augusta, mentre centrammo l’obiettivo della promozione l’anno seguente vincendo il campionato. Il mio percorso di crescita è continuato l’anno seguente nel Ciampino di Mauro Micheli ma il vero salto di qualità l’ho fatto negli ultimi due anni con Mister Salustri. Mi ha subito dato fiducia e caricato di responsabilità, ho capito che la sufficienza è un livello qualitativo che con Salustri non è ammesso, questo mi ha spinto ad andare oltre i miei limiti e devo dire che ho vissuto e sto ancora vivendo un periodo fantastico. Ti abbiamo visto in campo anche in condizioni non ottimali: E’ vero, il livello del campionato ti porta a dover essere sempre al limite per poter competere e questo si traduce anche in qualche infortunio in più, soprattutto quando hai la predisposizione a non tirare mai indietro la gamba. Però, spesso la testa ti fa andare oltre il dolore, la fiducia del mister ed il sapere che i compagni contano anche su di te per portare a casa il risultato, ti fa dire ‘pronto’ a qualsiasi chiamata. Abbiamo intervistato dirigenti e compagni di squadra, tutti si dichiarano soddisfatti della salvezza anticipata, ma è veramente così: Abbiamo le ultime tre partite contro le prime della classifica che ci diranno se veramente abbiamo sottostimato le nostre qualità. Solo una persona ha iniziato la stagione pensando di non avere limiti, che noi potessimo giocare alla pari con tutti e che nessun traguardo ci sarebbe stato precluso, chiaramente è sempre lui: Mister Salustri….ed ha fatto la differenza come al solito.

Ufficio Stampa Mirafin

U19:MISTER MIRRA CI PARLA DELLA STAGIONE APPENA CONCLUSA

Per gli under 19 della Mirafin la stagione è già finita e ne tracciamo il percorso con Mister Mirra. Armando, a marzo già tutti a casa: In ogni caso mi sembra inconcepibile che un qualsiasi campionato concluda la regular season a metà marzo, così apre l’intervista il mister. Detto questo, è chiaro che le aspettative iniziali fossero diverse, ma le assenze di Gobbi per tutta la stagione e, di fatto, anche di Morale per un pari periodo, non possono essere trascurate. Due giocatori di grandi capacità ti cambiano una squadra di calcio, pensa te di calcio a 5. Quindi una stagione da dimenticare: Assolutamente no. L’obiettivo della società è quello di formare giocatori e sotto questo punto di vista posso essere soddisfatto. Non è immaginabile che tutti arrivino in prima squadra, non tutti capiscono che lo sport di alto livello prevede sacrifici di altissimo livello, soprattutto in un’età dove spesso le distrazioni sono molte e diventano devastanti per chi il sabato sera non sa limitarsi quando devi giocare la domenica mattina. Non è mai facile fare dei nomi: Innanzitutto ringrazio tutti quei ragazzi che mi hanno seguito fino all’ultima giornata, dando il massimo anche quando la classifica non era delle migliori. Se dovessimo fare un nome, credo che nessuno si scandalizzerebbe se dicessi Gianmarco Picchi. I motivi della scelta: E’ il primo anno che gioca a calcio a 5 ed ha rischiato di vincere la classifica dei marcatori del girone, ha segnato quasi 20 reti offrendo una fase difensiva di alto livello. A quest’età trovare giocatori che sappiano svolgere le due fasi non è facile e Gianmarco lo ha fatto più che egregiamente. Si allena da tempo con la prima squadra dove non trova difficoltà a ‘reggere’ il confronto con i senior. Dove può arrivare questo ragazzo: Dove vuole lui. Ha la possibilità di diventare un giocatore vero, oggi è ancora un bruco ma può diventare farfalla. Salustri ci sta lavorando molto e non lo fa con tutti. La strada è lunga, ma credo che il prossimo anno inizierà ad affacciarsi in A2 con continuità. Se dovessi puntare su un altro giovane: Marcelo Moreira, oramai ha raggiunto l’esperienza per fare veramente la differenza. Scherzi a parte, Marcelo è l’esempio che devono seguire i ragazzi, un campione che si mette a disposizione del mister fino all’ultima goccia di sudore, che si allena sempre al top, che continua ad imparare, uno che sembra non sentirsi mai ‘arrivato’. Solo con questo tipo di determinazione, con questa cultura dello sport e del fisico si può essere giocatori. Contro il Grosseto abbiamo visto qualche altro ragazzo molto giovane ben comportarsi: Simone Martinelli è una certezza da tempo ma ha il problema di avere in squadra un top player quale è Mazzuca, non c’è dubbio che sia pronto per competere a questi livelli. Di Picchi già ne abbiamo parlato mentre l’esordio assoluto ha riguardato un altro ragazzo su cui puntiamo molto che corrisponde al nome di Mazzaroppi. Strepitoso è stato Fioravanti che deve essere il punto di riferimento per i ragazzi di qualche anno più giovani di lui, ha fatto un periodo di gavetta e tanta panchina, ha lavorato in silenzio, ha imparato a confrontarsi tutti i giorni con i senior, ha avuto la fortuna di essere allenato da un mister del calibro di Salustri, ieri ha segnato una tripletta ma è da tempo che il mister conta pienamente su di lui. Morale, Picchi & friends, se vorranno diventare giocatori dovranno seguire la stessa strada, lavoro e pazienza, poi sarà il campo a dire quando saranno pronti, non è una questione di età, quando in allenamento non fai prendere la palla a Marcelo, o riesci ad andare via ad Emer, vorrà dire che il percorso è a buon punto.

Ufficio Stampa Mirafin